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Pasqualino (detto Trilleri)

 

Aveva abbondantemente superato gli ottanta, ma era ancora possibile incontrarlo tutti i giorni, prima dello scoccar del mezzogiorno, mentre tornava a casa.

Saliva lento lungo il borgo lastricato che al centro del paese, per un tratto, separa le case dalla Chiesa.

Chino sul bastone, procedeva a passi cadenzati e sicuri.

Sulle spalle sempre un fastello di legna, o un tronco adeguato alle sue forze, o un sacco con qualcosa dentro tenuto per un pizzo dalla mano libera.

 Mai visto passare sgombro da pesi!

 Sorrisi senza denti e nonostante contagiosi, elargiva a tutti, mentre i suoi occhi, quasi persi nel vuoto, esprimevano la gioia per l’incontro.

Sostava volentieri  a parlare, ma eran soprattutto le condizioni del tempo che lo interessavano.

“ Io fott’undici –diceva – da un po’ l’è sempre nuvolo e ‘un si fa mai giorno per bene! La sta cambiando proprio tutto!!!”

Mai fu operato alle cataratte e morì quasi cieco.